Il regno animale.


E’ UNA VOLPE L’ANTENATO DELLA BALENA
Dicembre 19, 2007, 9:42 pm
Archiviato in: Pesci

balenaE’ un piccolo mammifero, simile a una moderna volpe, l’antenato delle balene e degli altri cetacei. Lo sostiene uno studio pubblicato da Nature: l’anello di congiunzione tra la vita terrestre e quella acquatica si chiama Indohyus, un animale a quattro zampe vissuto 48 milioni di anni fa. Che i cetacei discendano da animali terrestri lo aveva capito già Darwin, ma ancora non si era trovato il più vicino precursore. Secondo lo studio coordinato da Hans Thewissen del Northeastern University College dell’Ohio, negli Stati Uniti, è l’Indohyus il principale indiziato:”Studi su ossa e denti dell’animale – spiega il ricercatore – hanno confermato che passava nell’acqua gran parte del suo tempo”. Lo studio smentisce anche la teoria secondo cui i cetacei sarebbero ‘entrati in acqua’ per poter cacciare i pesci:”L’Indohyus era un animale erbivoro – afferma Thewissen, che in 15 anni è riuscito a ricostruire quasi tutto l’albero genealogico dei cetacei – è molto più probabile che la spinta verso l’acqua sia stata data dalla necessità di sfuggire ai nemici”.



Razze di gatti
Dicembre 16, 2007, 11:54 am
Archiviato in: Gatti

Gatti

Abissino
Angora turco
Bengal
Blu di russia
British
OCertosino
Devon rex
Europeo
Exotic shorthair
Highland fold
Himalaiano
Maine coon
Norvegese
Persiano
Ragdoll
Sacro di birmania
Siamese
Siberian cat
Somalo
Sphynx
Thai (siamese tradizionale)



Tutte le razze canine
Dicembre 16, 2007, 11:50 am
Archiviato in: Cani

Razze canine

Affenpinscher
Afghan hound – levriero afgano
Aidi
Airedale terrier
Akita inu
Alano arlecchino
Alano fulvo
Alano nero
Alano tigrato
Alaskan malamute
American foxhound
American staffordshire terrier
American water spaniel
Anglo francais tricolore
Ariegeois
Australian cattle dog – cane da mandria australiano
Australian kelpie
Australian shepherd – pastore australiano
Australian silky terrier
Australian terrier
Barbet
Barbone
Basenji
Basset artesien normand
Basset bleu de gascogne
Basset fauve de bretagne
Basset griffon vendeen
Basset hound
Bassetto della westfalia
Bassotto tedesco pelo corto
Bassotto tedesco pelo duro
Bassotto tedesco pelo lungo
Beagle
Beagle harrier
Bearded collie – collie barbuto
Beauceron – pastore della beauce
Bedlington terrier
Berner laufhund – segugio del bernese
Bichon avanese
Bichon frise
Billy
Black and tan coonhound
Bloodhound
Bluetick coonhound
Bobtail – old sheepdog
Bolognese
Border collie
Border terrier
Borzoi – levriero russo
Boston terrier
Bouledogue francese
Bovaro del appenzell – appenzeller seenhound
Bovaro del bernese – berner sennenhund
Bovaro del entlebuch – entlebucher sennenhund
Bovaro delle ardenne – bouvier des ardennes
Bovaro delle fiandre – bouvier des flandres
Boxer
Boxer fulvo
Boxer tigrato
Boykin spaniel
Bracco blu d’alvernia
Bracco d’ariege
Bracco del borbonese
Bracco di s. germano
Bracco dupuy
Bracco francese
Bracco italiano
Bracco ungherese pelo corto
Bracco ungherese pelo forte
Briard – pastore della brie
Briquet griffon vendeen
Bull terrier
Bulldog americano
Bulldog inglese
Bullmastiff
Cairn terrier
Canaan dog
Cane cinese dal ciuffo
Cane cinese del tempio
Cane corso
Cane da pastore di ciarplanina – sarplaninac
Cane dei pirenei
Cane imperiale cinese
Cane nudo
Cao da serra de aires
Cao de agua
Cao de castro laboreiro
Cao de serra da estrela
Carlino
Catahoula leopard dog
Cavalier king charles spaniel
Cesky fousek
Cesky terrier
Chart polski – levriero polacco
Chesapeake bay retriever
Chien d’artois – briquet
Chien francais
Chihuahua pelo corto
Chihuahua pelo lungo
Chow chow
Cirneco dell’etna
Clumber spaniel
Cocker americano
Cocker spaniel
Corgi gallese
Coton de tulear
Curly – coated retriever
Dachsbracke
Dalmata
Dandie dinmont terrier
Deerhound – levriero inglese a pelo ruvido
Deutscher jagd terrier
Dobermann
Dogo argentino
Dogue de bordeaux
Drahthaar
Drentse patrijshond
Drever
Dunker
English foxhound
Epagneul breton
Epagneul de pont audemere
Epagneul francais
Epagneul picard
Erdelyi kopo – segugio della transilvania
Esquimese – eskimo dog
Field spaniel
Fila brasileiro
Flat coated retriever
Fox terrier pelo liscio
Fox terrier pelo ruvido
Galgo espanol – levriero spagnolo
Gammel dansk honssehund
Glen of imaal terrier
Golden retriever
Grahund
Grand basstet griffon vendeen
Grand bleu de gascogne
Grand gascogn saintongeois
Grande bovaro svizzero
Grande spitz – grande volpino
Greyhound – levriero inglese a pelo raso
Griffon fauve de bretagne
Griffon nivernais
Griffoncino belga – griffon belge
Griffoncino di bruxelles
Griffone a pelo duro korthals
Griffone a pelo morbido
Groenlandese – grunlandshund
Grosser munsterlander
Haldenstover
Hamiltonstovare- segugio di hamilton
Harlekinpinscher
Harrier
Harrier del somerset
Hokkaidoken
Hovawart
Hygenhund
Iceland dog – cane d’islanda
Irish terrier
Irish water spaniel
Irish wolfhound – levriero irlandese
Jack russel terrier
Jamthund – elghund svedese
Jura laufhund
Karjalankarhukoira – cane da orso della carelia
Keeshond
Kerry blue terrier
King charles spaniel – english toy spaniel
Kleiner munsterlander
Komondor
Kromfohrlander
Kuvasz
Kyushu – cane dell’ hokkaido
Labrador retriever
Lakeland terrier
Landseer
Langhaar
Lapinporokoira – cane da renna della lapponia
Lapphund – lapplandska spetz
Leonberger
Levesque
Lhasa apso
Lunderhund
Luzerner laufhund – segugio del lucernese
Magyar agar – levriero ungherese
Malinois – pastore belga di malines
Maltese
Manchester terrier
Mastiff – mastino inglese
Mastino dei pirenei – mastin del pirineo
Mastino napoletano
Mastino spagnolo
Mudi
Norfolk terrier
Norrbottenspets
Norsk buhund
Norsk elghund
Norwich terrier
Ogar polski
Ottenhound
Papillon
Pastore belga di tervueren
Pastore belga groenendael
Pastore bergamasco
Pastore catalano
Pastore croato – hrvatski ovcar
Pastore dei pirenei
Pastore dei pirenei a muso raso
Pastore del caucaso
Pastore dell’asia centrale
Pastore delle shetland – shetland sheepdog
Pastore di karst – pastore del carso
Pastore di piccardia
Pastore di tatra – owczarek podlhalanski
Pastore di vallee
Pastore maremmano – abruzzese
Pastore olandese
Pastore scozzese – collie
Pastore scozzese a pelo raso – smooth collie
Pastore tedesco
Pechinese
Perdigueiro portugues – bracco portoghese
Perdiguero de burgos – bracco di burgos
Petit anglo francais
Petit bleu de gascogne
Petit griffon bleu de gascogne
Phalene
Pharaon hound – cane dei faraoni
Piccolo brabantino – griffon brabancon
Piccolo cane leone – bichon petit chien lion
Piccolo levriero italiano
Piccolo segugio svizzero
Piccolo spitz
Piccolo terrier inglese -black and tan toy terrier
Pinscher
Pinscher austriaco a pelo raso
Plott hound
Podenco ibicenco a pelo corto
Podengo portugues grande
Podengo portugues medio
Podengo portugues pequeno
Pointer
Poitevin
Porcelaine
Pudelpointer
Puli
Pumi
Rafeiro do alentejo
Rastreador brasileiro
Redbone coonhound
Redtick coonhound
Rhodesian ridgeback
Rottweiler
Sabueso espanol
Saluki – levriero persiano
Samoiedo
San bernardo a pelo corto
San bernardo a pelo lungo
Sanshu
Schillerstovare
Schipperkee
Schnauzer gigante nero
Schnauzer medio nero
Schnauzer medio pepe e sale
Schnauzer nano – zwergschnauzer
Schweizer laufhund – segugio svizzero
Scottish terrier
Sealyham terrier
Segugio austriaco
Segugio da montagna bavarese
Segugio dei balcani
Segugio della bosnia
Segugio della stiria a pelo ruvido
Segugio dell’istria pelo raso
Segugio di hannover – hannoverischer schweisshund
Segugio ellenico – ellinikos ichnilatis
Segugio finlandese
Segugio italiano pelo forte
Segugio italiano pelo raso
Segugio iugoslavo da montagna
Segugio posavatz
Segugio tricolore iugoslavo
Setter gordon
Setter inglese
Setter irlandese
Shar pei
Shiba inu
Shih – tzu
Siberian husky
Silky terrier
Skye terrier
Sloughi – levriero arabo
Slovensky kopov
Smalandsstovare
Soft coated wheaten terrier
Spaniel giapponese – tchin
Spinone
Spitz giapponese
Springer spaniel
Springer spaniel gallese
Stabyhound
Staffordshire bull terrier
Steinbracke
Stichelhaar
Sussex spaniel
Tchiorny terrier – terrier nero russo
Tchouvatch slovacco – slovensky cuvar
Telomian
Tennessee treeing brindle
Terranova – newfoundland
Terrier brasileiro
Tibetan mastiff – mastino del tibet
Tibetan spaniel
Tibetan terrier
Tiroler bracke
Tosa
Toy fox terrier
Toy terrier
Treeing walker coonhound
Trigg hound
Vastgotaspets
Volpino di pomerania
Volpino finlandese
Volpino italiano
Wachtelhund
Weimaraner pelo corto
Welsh terrier
West highland white terrier
Wetterhoun – spaniel olandese
Whippet
Xoloitzcuintle – mexican hairless dog
Yorkshire terrier
Zwergpinscher – pinscher nano



La temuta pandemia di aviaria e il virus H5N1 dell influenza aviaria
Dicembre 15, 2007, 2:55 pm
Archiviato in: Volatili

Volatili aviariaPer quanto riguarda la temuta pandemia di aviaria dobbiamo andare oltre l’attuale stato di tensione e di paura per il virus H5N1 dell’influenza aviaria,partendo dal fatto che mai il virus si è trasmesso da uomo a uomo, e mai senza difficoltà da volatili all’uomo. Inoltre, sappiamo che un efficace vaccino può essere preparato solo facendo mutare questo virus, cioè iniettandolo nelle scimmie e in ultimo nell’uomo, per vedere se questi soggetti sperimentali accusano la stessa influenza temuta.

Quindi, il virus dell’influenza, che attualmente genera tanta paura nel mondo potrebbe essere debellato solo con un vaccino dotato di specificità. L’affidabilità di un vaccino sappiamo tutti che richiederebbe anni, o almeno mesi, di sperimentazione su una popolazione presa come obiettivo. I dati sui danni procurati da vaccini devono, o dovrebbero, essere raccolti con meticolosità durante il periodo di sperimentazione per assicurare che il vaccino non sia micidiale o menomante le persone, invece di aiutarle e salvarle.

Molti sbagliano nel non realizzare che tutti i vaccini portano con sé una serie di componenti che causano specificamente t’accrescere di malattie, fino alla morte (si parla di morbilità e di mortalità). Questa serie comprende elementi e composti chimici, come il mercurio, l’alluminio, l’aldeide formica (usata per conservare i preparati istologici), il MSGglutammato monosodico, materiale genetico estraneo, e proteine pericolose da varie specie di batteri e virus, che sono stati scientificamente associati allo scatenarsi di malattie autoimmunitarie e di certi cancri.

Un pacchetto sempre ih aumento di prove scientifiche indica in modo forte che i vaccini sono largamente responsabili per l’accrescimento di casi di autismo e di altre invalidità nell’apprendimento, affaticamento cronico, fibromialgia, lupus, artrite reumatoide, asma, rinite allergica, allergie varie, infezioni croniche ai cabali auricolari, diabete autoimmunitario di tipo 1, e tante, tante altre pandemie. Così si è verificato in alcuni casi che, vaccini ed altre trovate dell’industria farmaceutica sono risultati letteralmente la causa di morte o di invalidità per centinaia di persone. Quella contro il virus è, pertanto, diventata una vera lotta contro il tempo, che vede schierati in prima linea i laboratori che producono abitualmente vaccini contro l’influenza. La psicosi da aviaria, non ha certamente trascurato di far sentire i suoi negativi effetti sull’economia del nostro Paese. In notevole calo i consumi, mentre molti allevamenti rurali, in particolare quelli che forniscono uova e pulcini per l’ingrasso, sono completamente bloccati in quanto le richieste sono nulle.

Stesso discorso per gli allevamenti biologici che cominciano ad evidenziare una fase di profonda crisi. Il comparto degli allevamenti rurali e biologici corre il pericolo di non riuscire a programmare ÌJ proprio futuro a fronte del drastico calo dei prezzi, alla paralisi delle vendite ed ai maggiori investimenti richiesti dalle nuove normative previste dalle ultime ordinanze del Ministero della Salute. Il calo nei consumi determinato dalla psicosi ha già causato danni stimabili in 500 milioni di euro. A questo proposito direi che il consumatore dovrebbe sapere che l’Italia non ha mai importato pollame o carni derivate ne dall’Asia ne dalla Turchia perché la produzione nazionale è stata sempre più che sufficiente a soddisfare i consumi della popolazione italiana nelle quantità e con tutte le garanzie di qualità e sicurezza. Per effetto dell’ordinanza del 26 agosto 2005 del Ministero della Salute la carne di pollo italiana è identificata dalla sigla IT con la presenza di codici per individuare l’allevamento di provenienza e lo stabilimento di macellazione.

Per nostra informazione, in Turchia i contagi fra i polli sono dovuti a volatili migratori malati che percorrono tré rotte: e queste non passano sull’Italia. Dalle notizie che circolano in questi giorni sembrerebbe che il pericolo sia ormai alle porte di casa. Si sente discutere di convocazione d’urgenza di tavoli europei, di bandi alle importazioni di piume e pellame, di possibile stop ai viaggi ad Istanbul e dintorni. Callarme torna alle stelle e cosi la paura della gente per una minaccia dai contorni spaventosi. Eppure la verità è un’altra: le vittime turche appartengono ancora ai casi di contagio uomoanimale, a condizioni igienico sanitarie degradate, ad un sistema socioeconomico arretrato. Ne è convinto anche il direttore sanitario dell’AsI Fabio Banfi, dall’estate scorsa in prima linea per il monitoraggio della situazione: «Le notizie di questi giorni non devono creare allarme nel nostro paese. Anche i casi della Turchia non dimostrano che il virus abbia passato la barriera uomouomo.

I contagi sono avvenuti perché le vittime erano in contatto diretto con i volatili infetti, maneggiavano i corpi morti. Per il momento, non ci sono, loripeto e sottolineo, evidenze scientifiche che il virus dell’aviaria si trasmetta da uomo a uomo».[...] I ricercatori hanno associato finora quasi tutti i casi umani d’influenza aviaria al contatto diretto con pollame infetto. Ma temono che il virus possa mutare, se non lo ha già fatto, in modo da essere trasmesso da persona a persona. Sarebbe molto lungimirante concentrare ogni sforzo, anche economico, sotto la direziono e il coordinamento dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, a cui sarebbe molto facile far affluire il denaro dagli Stati nazionali, essendo essa organismo dell’Onu, e la raccolta di fondi potrebbe essere imponente ed all’altezza di fronteggiare il problema), per prevenire la diffusione dell’influenza aviaria distruggendo tutti gli allevamenti nei paesi più a rischio (Cina, Thailandia, Vietnam, Indonesia ecc) e nello stesso tempo preparando sul posto organizzazioni di emergenza, attrezzate ad isolare e porre in quarantena i soggetti colpiti. Dovendo scegliere come usare il denaro, io sceglierei senza dubbio questa strategia e aggredirei il problema senza aspettare che il virus ci raggiunga a domicilio.

Una scelta così radicale sarebbe certamente vista come una prevenzione massiccia, rapida, efficace, dove investire ogni risorsa, o puntare su un vaccino che arriverà troppo tardi e su farmaci di dubbia efficacia, diventando responsabili di milioni di morti, soprattutto nei paesi poveri. Il problema è che una scelta così imponente è tutta in mano alla politica ed alle industrie farmaceutiche, ed è per questo che come cittadini consapevoli dovremmo cercare di diffondere la richiesta di puntare sulla prevenzione, visto che purtroppo vi sono nel mondo delle forze ciniche e senza scrupoli capaci di trasformare in “businnes” le tragedie umane. L’interrogativo, a questo punto è se la situazione debba o meno spaventarci, ma la risposta non può venir fornita sull’onda di notizie catastrofiche inevitabilmente seguita da risposte emozionali incontrollate, infatti paura e preoccupazione sono sentimenti inadatti ad affrontare una questione complessa che va gestita con professionalità e razionalità.

Oggi quindi sarebbe più opportuno iniziare seriamente a controllare il problema nel sud est asiatico, valutare e sorvegliare le popolazioni di uccelli selvatici che potenzialmente potrebbero diffondere in Europa il virus (ma questo viene già fatto da anni, basterebbe solo potenziare questi studi), continuare il prezioso programma di controllo dell’Influenza nel nostro settore produttivo avicolo non abbassando la guardia ed infine ben vengano anche le scorte di vaccini e di tarmaci antivirali, ricordando però che queste ultime riguardano uno scenario preoccupante e grave, che è ancora lontano e soprattutto non inevitabile nel breve periodo, come invece alcune informazioni distorte tendono a dichiarare.



La rana
Dicembre 15, 2007, 2:45 pm
Archiviato in: Rettili

RanaPiccolo animale vertebrato, appartenente alla famiglia dei ranidi, alla classe degli anfibi, ed all’ordine degli anuri. Non ha coda; il suo corpo è coperto drana pelle molto liscia; le gambe anteriori, brevi, sono fornite di quattro dita, quelle posteriori, più lunghe, hanno cinque dita. Ha attitudine al salto ed al nuoto La bocca, con larga apertura, è provvista di denti solamente nella mascella superiore, e la lingua, bifida all’estremità posteriore è protrattile ed usata per afferrare la preda. Ha grossi occhi sporgenti, ed il timpano scoperto.

Sprovviste di coste e di diaframma, le r adulte respirano per le narici, a bocca chiusa, abbassando ed innalzando la base della cavità orale, con : due polmoni semplici a sacco; non hanno trachea alla laringe. Le rana giovani respirano per branchie. Le r depongono le uova in ammassi mucillaginosi galleggianti, che il maschio feconda. Dall’uovo nasce la larva, che poi si trasforma in girino o botolo, con piccolo corpo rotondo, bocca circolare munita di becco, senza zampe; per nuotare si serve della coda lunga ed appiattita lateralmente e la sua respirazione, dapprima acquatica, avviene a mezzo di un ciuffo di branchie al lato del collo. Attraverso una nota ed interessante metamorfosi, il girino diventa rana: a poco a poco nascono le zampe posteriori, indi le anteriori, sparisce la coda; nella bocca spuntano i denti; si formano i polmoni e la respirazione diventa aerea; dapprima erbivoro, il girino trasformato in rana diventa insettivoro.

Dopo il letargo invernale, che trascorrono affondate nella melma, le rana si svegliano a primavera. Soltanto il maschio gracida, gonfiando due sacchi laringei che escono da due fessure nel collo. Respirano anche sott’acqua a mezzo dei pori della pelle. Sono utilissime all’agricoltura, distruggendo gran numero di insetti. La carne delle rana è commestibile. La rana esculenta {rana verde e comune) è là più conosciuta. Nella parte superiore è verde con macchie gialle o brune, nella parte inferiore è bianca. Vive quasi sempre nell’acqua. La rana temporaria (rana rossa) allo stadio adulto abbandona l’acqua e vive generalmente nei prati di montagna. È molto agile al salto, di color rossiccio, con due fasce nere ai lati della testa. La rana castesbeiana (rana toro) è famosa per le sue straordinarie caratteristiche. Vive nell’America del N ma anche da noi, è lunga circa 20 cm e fa salti di tré o quattro metri. Si nutre di uccelli acquatici e di piccoli pesci. La sua voce è così sonora che ricorda il muggito del bue.

• Magia e mitologia. Largamente impiegate nelle pratiche magiche, le rana, in quanto animali acquatici, sono considerate custodi della pioggia e hanno quindi una parte ,di primo piano in molti rituali e pratiche magiche destinate a favorire la pioggia. Queste pratiche erano un tempo diffuse in ogni parte del mondo. Europa compresa, dove, nel medioevo e anche in tempi più recenti, era usanza comune squarciare le rana per provocare la pioggia. Una particolare considerazione per le rana si riscontra fra gli Indiani d’America, tanto che le tribù dell’Orinoco giungevano a considerare il rospo come una vera e propria divinità delle acque. In passato, con le rana o con la loro pelle, si eseguivano vari incantesimi, in particolare contro il dolore e le malattie che si credeva di poter trasferire sull’animale. Tra le narrazioni della mitologia figura quella di cui è protagonista Latona. La dea trasformò in rana i contadini di un villaggio della Licia, in Asia Minore, che le avevano negato un po’ d’acqua per dissetarsi, dopo che aveva partorito Apollo ed Artemide, ed era giunta in quella località stanca ed accaldata per sfuggire alla gelosa Era.